ROMA, IL CORAGGIO DI CAMBARE - Cosa fare per rendere la città moderna, sostenibile, europea (PRESENTAZIONE)


Un saggio che per la prima volta affronta la crisi che attanaglia la città eterna con metodologie innovative per la politica romana in grado di svegliare il gigante che dorme da oltre un decennio. Scrive Innocenzo Cipolletta nella prefazione: “Cipollini avanza diverse critiche a quello che oggi è Roma, ma sa che questa città non ha solo una grande storia ma anche un grande futuro che aspetta solo di essere avviato. Come? Cipollini risponde con un approccio che coniughi la politica con il management. Lascio volentieri al lettore di scoprire cosa si intende per un mix tra politica e management, ricordando che Cipollini è un esperto di management e, con generosità, ha riversato questa esperienza nelle problematiche di gestione di una città”. Un nuovo sistema di governo per superare i vecchi approcci che non sono più in grado di cambiare il volto della città e le sue varie realtà sociali ed economiche.  Con il coraggio e la responsabilità del cambiamento e l’obiettivo del bene comune. 
Ormai per Roma siamo arrivati infatti a una situazione dove “nun c’è trippa pe’ gatti”, una frase che oggi torna purtroppo drammaticamente attuale dopo che fu pronunciata da Ernesto Nathan, tra i migliori sindaci di Roma, mentre cercava le risorse per migliorare la città.  
Per trovare la soluzione per riformare la città nella sua governance e per il suo sviluppo si è voluto continuare con i vecchi approcci perdendo le innovazioni nel frattempo intervenute e che a Roma, e in parte anche in Italia, ci si è lasciati sfuggire.  Complessità, sistematicità, innovazione, velocità, digitale, parità di genere, interculturalità, partecipazione, condivisione, reti, organizzazione, multidisciplinarietà, programmazione, responsabilità: sono parole che corrispondono ai concetti moderni che si sono affermati nelle città più progredite e sostenibili del pianeta (che sono poi le sempre le stesse e spesso europee), mentre a Roma sono rimaste nei libri degli esperti e nelle ricerche dei centri studi.  La stessa programmazione, oramai una cultura consolidata in Europa, è rimasta una leggenda, come dimostra l’analisi dei programmi elettorali dei sindaci e la storia degli ultimi piani regolatori generali, di cui nessuno è stato attuato se non in poche parti. Vince in generale la ricerca del consenso più che l’impegno su una proposta, su un progetto per la città con i relativi interventi. 
Si rende allora necessario adottare un metodo “altro”: innovativo, scientifico e manageriale con una classe dirigente e politica che abbia il coraggio del cambiamento per il benessere dei cittadini. Il saggio di Claudio Cipollini vuole essere un primo esperimento al riguardo, percorrendo l’intero viaggio che si potrebbe fare mettendo a sistema politica e management. 
Il libro si apre con un capitolo dedicato alla situazione attuale di Roma premettendo una breve storia dalla presa di Porta Pia centocinquant’anni orsono. Lo merita l’anniversario, ma lo esige l’impostazione data. A seguire, dopo alcuni brevi cenni sugli scenari globali in forte cambiamento, un’illustrazione della non eccellente situazione italiana e del posizionamento di Roma a confronto – sconfortante invero – con le altre principali città nel mondo e delle cose che vanno e che non vanno in città. Nel secondo capitolo, dopo alcuni scenari sulla città nel futuro, è affrontato il tema della sua gestione. Un nuovo metodo quello proposto che, valorizzando l’identità, la gestione, la sistematicità e la sperimentazione, cerchi di innovare i sistemi di governance finora utilizzati. Nel terzo capitolo il lavoro si concentra sulle sette priorità che scaturiscono dalla pressante e sempre costante domanda dei cittadini, dagli indicatori europei di misurazione dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030, dalle deficienze riscontrate nelle classifiche internazionali e dai confronti tra aree metropolitane europee. Tra le tante, troppe cose da fare a Roma e considerando l’impatto causato dalla pandemia, un programma prossimo dovrà necessariamente e urgentemente ripensare a quelle tematiche base quali: 
un progetto e una visione a medio-lungo termine; 
la vitalizzazione delle periferie (parlare di rigenerazione è un ossimoro e forse esprime un inconscio senso di colpa) dotandole dei servizi e di un’identità, creando così un sistema-città unico; 
un’accessibilità adeguata; 
la pulizia come presupposto per il ben vivere; 
la promozione di una cultura viva atta a generare innovazione e cambiamento; 
la modernizzazione delle micro, piccole e medie imprese; 
la valorizzazione dell’immenso patrimonio esistente dei beni culturali e del turismo. 
Nel quarto e ultimo capitolo Cipollini propone le leve necessarie per avviare il cambiamento quali la capacità di gestirne l’attuazione, un nuovo indispensabile “patto di condivisione” tra le élite e i cittadini, la riorganizzazione della macchina organizzativa comunale con una proposta specifica per affrontare la ricostruzione post Covid-19. La creazione, infine, di un nuovo organismo indipendente darà il suo contributo monitorando i programmi presentati dai Sindaci nella loro attuazione per verificarne sostenibilità, risorse e tempistica e diffondendo conoscenza e formazione per tutti. 
Indice 

Prefazione di Innocenzo Cipolletta 

Introduzione 
 
1. Qual è la situazione
1.1. Il peso di un grande (e anche piccolo) passato
1.2. E adesso come stanno andando le cose?  
1.3.  Cosa va e cosa non va 
1.4.  Ma c’è trippa per i gatti? Alcune note sul bilancio del Comune  
1.5.  Che succederà dopo il Covid?  
1.6.  Programmi elettorali e programmazione reale  
1.7.  Ma questi romani chi sono?
 
2. Complessità e sostenibilità per il governo della città 
2.1. Le città del 2050
2.2. Gestione e sviluppo urbano: complessità e unicità
2.3. Certificare i processi per innovare: una strada da sperimentare 
2.4. Sostenibilità e competitività: un binomio ineludibile
2.5. Molte altre città ce la stanno facendo
 
3. Il coraggio di cambiare
3.1. Un’emergenza, tanti rischi e alcune priorità di base
3.2. Progettare un futuro 
3.5. Fare le pulizie 
3.6. Innovare la cultura 
3.7. Modernizzare le imprese 
3.8. Valorizzare il patrimonio esistente: beni culturali e turismo
 
4. Governare il cambiamento 
4.1. La capacità di creare e gestire il progetto 
4.2. Nuovi patti chiari per un’amicizia più lunga 
4.3. Una governance sostenibile 
4.4. Riorganizzare la “macchina”: normalità ed emergenze 
4.5. Un osservatorio per accompagnare, divulgare, formare
 
Bibliografia

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