LA RIVOLUZIONE CON IL FERRO - Il tesoro nascosto per la rigenerazione delle città italiane - Prefazione di Ercole Incalza
Abstract
La pandemia e la conseguente accelerazione dell’uso delle tecnologie digitali insieme agli obiettivi di sostenibilità e disinquinamento sta comportando la necessità di riconsiderare gli spazi costruiti e le relazioni all’interno delle aree metropolitane e tra città grandi, medie e piccole facendo emergere con urgenza la necessità di un approccio più marcato verso una “sistematizzazione”. Una rete tra le varie parti dell’area urbana, tra centro e periferie, tra periferie, tra comuni con l’utilizzo come maglia portante della rete del ferro dei tram, delle metropolitane e delle ferrovie dove quest’ultime, oggi ancora un tesoro in buona parte nascosto, potrebbero avere, di più e meglio la funzione integrata tra urbana e metropolitana, regionale e nazionale.
Una rivoluzione urbana da fare con il ferro, una rigenerazione di tutte quelle parti di città non città e di dei centri che gravitano sulle grandi città facendo leva su servizi di mobilità su ferro innovativi e ricentrando l’assetto urbanistico sulle stazioni viste come centri intermodali, e - ove possibile - come centri di servizi urbani, “luoghi per la gente” (biblioteche, teatri, edifici pubblici, ospedali, centri del commercio).
È un’istanza che almeno da trent’anni viene proposta, un approccio, un metodo di pianificare e gestire la città che fa leva su una rete di funzioni interconnesse come base di un sistema complesso urbano a servizio dei cittadini.
Una rete, quella del ferro, composta sostanzialmente e formalmente da due reti non integrate storicamente nate nella seconda metà dell’800 quella ferroviaria e nella seconda metà del 900 (perlomeno in Italia) quella delle metropolitane pur con funzioni diverse (medio-lungo raggio e breve raggio) e con materiali e infrastrutture per questo distinte. Una rete in complesso che in molti casi innerva senza soluzione di continuità i territori urbani, metropolitani e regionali offrendo una grande opportunità alla rigenerazione e riqualificazione delle città.
Una rete finora poco o niente considerata come integrata, troppo spesso utilizzata solo per la mobilità e non per funzioni urbanistiche locali e dove le stazioni sono spesso o “monumenti” o “casotti” e non punti di interscambio modale e spazi di servizi urbani e di quartiere.
Una rete nel caso di quella ferroviaria che, grazie alle nuove tecnologie, come in particolare il sistema di segnalamento ERMTS (European Rail Traffic Management System), può in parte trasformarsi in rete metropolitana fornendo un servizio con frequenze fino a poco più di 2 minuti tra un treno e l’altro e capacità pari a quelle delle odierne vere e proprie metropolitane. Nuove tecnologie, nuovo materiale rotabile, riqualificazione delle stazioni esistenti e di realizzazione di nuove, la miccia per una vera e propria rivoluzione urbana da fare con il ferro se solo si prenda in considerazione che le prime previsioni danno in circa 400 i chilometri trasformabili in oltre dieci città italiane.
Tutto questo è possibile e doveroso per migliorare l’assetto delle città con un approccio integrato e sostenibile tra mobilità e trasformazioni urbane: due campi di studio e trasformazione della città contemporanea strettamente collegati e reciprocamente condizionanti.
Da questo punto di vista Roma rappresenta un caso particolarmente interessante e significativo.
Una rivoluzione che contribuirebbe a realizzare città policentriche una soluzione fondamentale per evitare l’emarginazione delle aree periferiche, ritrovare l’autonomia e l’equilibrio delle parti urbane, ridare le città alle persone togliendole alle auto e riducendo il caos e l’inquinamento atmosferico e aumentando la qualità del tempo.
Il saggio, scritto è composto da due parti. Una prima focalizzata sulla descrizione del possibile programma e una seconda incentrata su una serie di contributi multidisciplinari (mobilità, economia, urbanistica, ambiente, partecipazione, comunicazione) di esperti per valorizzare l’indispensabile approccio sistemico ad una tematica così vitale per le nostre città.
Indice
Introduzione
Parte Prima
UNA RIVOLUZIONE È POSSIBILE, …
1. IL CONTESTO
1.1. Un’incredibile contraddizione per il futuro delle città tra trasformazioni urbane e mobilità sostenibile
1.2. C’è un tesoro da considerare
1.3. La tecnologia c’è anche qui (le potenzialità delle nuove tecnologie ferroviarie)
1.4. Per viaggiare serve più spazio (il materiale rotabile da cambiare)
1.5. Per vivere meglio in tutta la città (le funzioni possibili delle stazioni nell’intera area urbana)
2. UNA RIVOLUZIONE ITALIANA
2.1. Un programma nazionale
2.2. Quali territori e città
3. LA RIVOLUZIONE ROMANA
3.1. Una storia di 30 anni
3.2. Le previsioni e i programmi PUMS
3.3. I programmi del gruppo FS
3.4. Un progetto possibile
3.5. Altri progetti potenziali
3.6. Facciamo le cose per bene
4. QUANTO VALE E COME GESTIRE QUESTO TESORO
4.1. Cosa significa questa rivoluzione: investimenti, benefici e tempi
4.2. La partecipazione come arma in più
4.3. Come gestirlo
Parte Seconda
…E SERVE UN APPROCCIO SISTEMICO E MULTIDISCIPLINARE
1. LA COMPLESSITÀ
2. LA MOBILITÀ
3. L’URBANISTICA
4. L’ECONOMIA
5. L’AMBIENTE
6. LA PARTECIPAZIONE
7. LA COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE
CONCLUSIONI PRELIMINARI

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